Piscine: il cloro distrugge il Covid-19
Un bambino scende su un acqua scivolo all'Aquafollie, il parco acquatico di Caorle.

La buona notizia viene da  uno studio inglese, condotto dall’Imperial College di Londra. Già lo scorso anno, in piena pandemia, si era affrontato l’argomento, ma in questi giorni arrivano i primi dati scientifici a supporto della sicurezza delle piscine.

I ricercatori hanno verificato che il virus in acqua clorata non è più contagioso. Questo importante risultato si aggiunge al fatto che un virus, che riuscirebbe a penetrare in piscina tramite una persona infetta, sarebbe comunque enormemente diluito nella massa d’acqua. 

La combinazione di questi due fattori renderebbe quindi la possibilità di contrarre il virus in piscina del tutto trascurabile. 

Questo studio non è stato ancora pubblicato sulle riviste scientifiche e attende di essere convalidato da altri studi, ma sta già facendo parlare molto di sé. 

Si tratterebbe di una conferma di ciò che il buon senso aveva già suggerito e che diventa cruciale proprio in questi giorni, in cui si decide il destino delle riaperture delle piscine e dei parchi acquatici

Inoltre, le norme igieniche delle piscine, consolidate in tanti anni, offrirebbero da sole una garanzia di uso sicuro. 

Aquafollie ha affrontato con responsabilità e senza intoppi il 2020 ed è ancora più preparata ad accogliere gli ospiti nel rispetto dei protocolli anti Covid in questo secondo anno di pandemia.

Speriamo quindi che cominci presto la stagione delle piscine e dei parchi acquatici perché c’è sicuramente bisogno di un po’ di divertimento e leggerezza.